• La nostra prima via in ambiente in alternato – Le Bal des Boucas

    Quando si dice che ogni tanto il piano B sia migliore del piano A. Questa volta in realtà siamo finiti a scegliere il piano D, e che si è rivelato una vera bomba!

    Piano A miseramente fallito in quanto il rifugio doveva ancora aprire, piano B praticamente pronti a partire e notiamo un cambiamento nel meteo che ci lascia poca speranza, piano C, nessuna speranza.

    Ed ecco che controllando nella valle di Monetier Les Bains il sole sembra splendere e la percentuale di possibilità di precipitazioni è finalmente zero.

    Marco ha già in mente che via andare a fare, conosce bene la zona perché dista qualche decina di KM in linea d’aria da casa sua a Oulx. In realtà queste sono proprio le montagne che lui chiama “casa”.



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  • Nautilus, una via di granito in Valle dell’Orco

    Prima via dell’anno insieme.

    Vogliamo mica iniziare facili facili su calcare, vicini a casa, dove siamo anche solo visivamente nella nostra comfort zone?! Eh no.

    La verità è che ora più che mai l’idea di andare finalmente un po’ in giro mi intriga tantissimo quindi alla proposta di Marco di andare a fare Nautilus, una grande classica su gradi abbordabili in valle dell’Orco, non posso che esserne entusiasta.



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  • Monte Rosa con gli sci

    È da circa un mese e mezzo che mi ripeto che questa sarebbe stata l’ultima uscita con gli sci, ma per un motivo o per l’altro non ho ancora rispettato questa promessa. Forse la motivazione principale è che sciare è una mia grande passione, e che le condizioni straordinarie di quest’anno vadano sfruttate fino alla fine. 



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  • Impara a muoverti su una via lunga

    Gli sci stanno lentamente lasciando lo spazio alle scarpette d’arrampicata, e queste giornate di fine maggio ci hanno permesso di iniziare uno dei primi corsi di vie lunghe qui ad Arco, vicino alla mia residenza estiva.

    Con Filippo abbiamo iniziato un percorso con l’obbiettivo finale, a fine estate, di essere autonomo su una via a più tiri.



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  • Selvaggio Blu

    Ormai organizzarsi all’ultimo momento direi che è diventata parte integrante dell’inizio delle nostre avventure. Dunque ci risiamo. Brutto tempo e temperature assolutamente non primaverili sparse per quasi tutto il nord Italia. C’è ancora voglia di sciare, ma il richiamo della roccia inizia a fare capolino dall’uscio della porta di quest’inverno, rimasto (e tutt’ora ancora) aperto, per molti mesi.

    Abbiamo qualche giorno libero causa lavori rimandati per il mal tempo. Perché non andare in Sardegna? L’anno scorso avevamo fatto le prime tre tappe del Selvaggio Blu (in una tirata unica in giornata) e abbiamo lasciato i conti aperti con le ultime tre, che oltre ad incuriosirci, saranno anche meta lavorativa di Marco per fine ottobre. Alziamo il telefono e lanciamo questa proposta un po’ indecente, come tempistiche si intende ;), a Marta e Diuz. “Noi andiamo in Sardegna, partiamo domani! Venite?!” 



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  • Abbiamo sciato il Neri

    Siamo a maggio e probabilmente tanti stanno già pensando ad arrampicare, a sentire un po’ di caldo sul corpo e a mettere un po’ di colore sulla pelle bianca, dopo essere stata al coperto per mesi sotto i vestiti invernali e la tuta da sci. 

    Ma aprile e maggio sono anche i mesi delle grandi scialpinistiche, del firn e delle traversate sci ai piedi. Delle partenze in notturna e dei rientri in tempo per il pranzo. Sono i mesi in cui parti con gli sci sullo zaino e in scarpe da ginnastica, con tanta voglia di sciare e anche tanto cuore per le svariate ore di portage.



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  • Concateniamoci tutti

    Poco tempo fa Furli, un compagno del corso guide di Marco, mi scrive, chiedendo se fossi libera per i giorni successivi, poiché lui e Gio, altro socio di Marco, hanno un progettino in mente. In caso fossi interessata, e disponibile, mi avrebbero spiegato. La curiosità è donna, oltre che parte essenziale del mio carattere. Quindi, libera e curiosa, ho chiesto di poter sapere cosa avessero in mente. Un concatenamento.



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  • Due giorni nel magico mondo degli Ecrins

    Tornando a casa in macchina Marco mi dice “Capisci perché qui per me è casa? L’altro giorno da in cima al Pic de Chamoissiere vedevi il Seguret. Siamo a circa 30km in linea d’aria. Eppure è tutto così diverso, e così magnificamente selvaggio. Ci siamo accampati in una piazzola dove finisce la strada e non abbiamo visto nessuno per due giorni. Ho fatto il bagno nudo nel fiume e non ho avuto neanche il minimo dubbio che qualcuno potesse passare in quel momento. Mi sento libero qui.”



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  • Abbiamo portato un’atleta di coppa del mondo con le pelli

    La classica chiamata inaspettata alle 7 di sera: “Sono a casa e domani sono libero, fate un giro”?!

    Marco e Matteo sono amici da una vita. Hanno condiviso avventure, viaggi, grandi sfacchinate e grandi serate. Poi si cresce, ci si vede meno. Le case sono vicine ma le strade si dividono, ma sono quelle amicizie che anche se non ti senti da mesi e non ti vedi da un anno bastano poche parole che è come se quell’anno non fosse mai trascorso.

    “Andiamo in un posto nuovo, in avanscoperta, potrebbe essere bellissimo, come no! C’è da camminare”!

    “Ok perfetto, mi avevano proposto una gita con partenza alle 7 e rientro verso le 2, ma vengo con voi”.

    “Benissimo, prima dell’una siamo alla macchina. Ma partiamo alle 4.30”.



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  • Cima Ombrettola con amici

    Un breve scambio di messaggi tra amici, uno sguardo al meteo e ci troviamo ad organizzarci per una pellata nella zona del Passo San Pellegrino. 

    Anche se queste sono le “mie zone” la verità è che non ho fatto molte gite invernali qui ad est, passando solitamente la maggior parte dell’inverno in Piemonte, nelle montagne di Marco.

    La nostra meta di oggi sarà la cima Ombrettola, che raggiungeremo partendo da poco sotto Fuciade e poi scollinando nell’altro versante dopo il passo delle Cirelle.



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