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  • Turchia | Ecriyes Dağı 3917m | Chapter 3/3

    La vetrata della nostra camera dell’albergo si affaccia sulla trafficatissima Kayseri e in teoria anche sulla meta non raggiunta di oggi, Il monte Erciyes. Finora il vulcano non si è fatto vedere a causa del maltempo. Resta un po’ di amaro in bocca per non essere riusciti a chiudere in bellezza questo viaggio.
    Sono le 7 di sera e domani mattina alle 6,30 abbiamo il volo di rientro per l’Italia. Nonostante l’indomani non ci sia nessuna gita in programma, se non il recarci in aeroporto, continuo a guardare le previsioni meteo e nel frattempo l’Erciyes si fa spazio tra le nuvole.



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  • Turchia | Mt. Kortekli e Mt. Emler | Chapter 1/3

    L’anno scorso ad aprile siamo andati in Turchia. Siamo rimasti talmente affascinati da queste imponenti montagne e da tutto ciò che le circonda che non abbiamo potuto fare a meno di tornarci, questa volta però in compagnia di Luca, Michi, Sepl, Luca, Cesare e Simo. La Turchia è bellissima per lo scialpinismo, ma ciò che la rende unica è anche tutto il suo contorno extra sciistico: le brulle colline color ocra, i Pidé, il Gozlme e gli Yaprak Sarma, i bungalow di Recep, la Cappadocia e l’Ercyes, il tutto condito con il suo peperoncino rosso poco piccante che viene messo ovunque. 

    Partiamo l’1 aprile, quasi due settimane prima dell’anno scorso. L’anno scorso gli ultimi giorni era piuttosto caldo, dunque decidiamo di anticipare, nella speranza di trovare temperature più invernali. I ragazzi sono tutti carichi e motivati, e soprattutto curiosi di vedere cosa ha da offrire questa Turchia perché la domanda più ricorrente per i “profani” è: “ma si può davvero sciare in Turchia”?!



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  • Norway | Gillavarri | chapter 2/5

    Dopo una giornata pazzesca sul Tafeltinden il meteo norvegese ha deciso di non essere clemente due giorni di fila e di “offrirci” un giorno di cielo cupo. Se fossimo a casa con queste previsioni probabilmente non ci alzeremmo dal divano, ma qui, in Norvegia, fa figo pure quello, rendendo l’atmosfera a modo suo un po’ mistica. 

    La meta odierna è il Gillavarri. La cosa che che rende la gita a modo suo unica, è il fatto di prendere il traghetto da Lyngseidet a Olderdalen. E ancora di più il fatto di salirci a piedi e poter mettere gli sci letteralmente appena scesi sull’altra sponda. 



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  • scialpinismo nei Balcani

    Balcani 

    Il nome “balkan” in turco significa “monte”. È una penisola dell’Europa orientale, a ovest ha il mare Adriatico, a sud ovest il mar Ionio, a sud il mar Egeo e ad est il mar Nero. Ah, a sud est c’è anche il mar di Marmara, di cui devo ammettere non ne conoscevo neanche l’esistenza.

    Vi chiederete se in questo gruppo montuoso, con una latitudine che arriva molto più a sud della Puglia, nevichi. La risposta è “decisamente si”.

    Partiamo il 6 febbraio con destinazione Pristina. La capitale kosovara ci accoglie con un bel -8 all’aeroporto. La prima bollita dell’anno incredibilmente arriva proprio qui, trascinando le sacche mentre cerchiamo la sede del car rental. Un ragazzo molto gentile ci accoglie nella hall di un hotel dove si respira una fastidiosa aria di sigarette. Eh già, qui si fuma ancora nei locali. Carichiamo le nostre cose in macchina e lasciamo il Kosovo per dirigerci in Albania, nella zona di Valbona.



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  • scialpinismo in Turchia

    “Ci torneresti in Turchia?”

    “Assolutamente si”.

    Finisce così la nostra ultima giornata di sci in terra turca, sul monte Erciyes, 3916m, la montagna più alta dell’Anatolia centrale.

    La Turchia non era programmata a dire la verità, e fino a due settimane prima della partenza non era neanche in previsione. Marco aveva sentito Recep (si legge rejep), il proprietario e gestore dell’Aladaglar Camping Bungalow e a metà marzo non sembrava esserci molta neve, cosa che avrebbe reso difficile sciare in aprile. Se non che, una bella perturbazione ha nuovamente innevato le montagne del parco naturale del Aladaglar ed ecco che ci troviamo a prenotare i biglietti.



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  • Patrouille des Glaciers

    Ormai risale a più di un anno fa da quando Marco è stato contattato da Gary.

    Gary è un signore inglese che durante i mesi invernali scia spesso con Will, un maestro anche lui di madrelingua inglese che vive a Verbier. Will ha ospitato Marco l’anno scorso, quando stava lavorando in Svizzera per la formazione dei futuri maestri di sci per il modulo di freeride e freestyle. Gary ha una figlia laureata in medicina che lavora nei reparti di terapia intensiva. Penso sia del tutto superfluo sottolineare come questi ultimi due anni di Covid siano stati particolarmente duri per chi lavori negli ospedali.

    E da qui l’idea di creare una raccolta fondi, per pagare del sostegno psicologico, per tutto il personale che operi nell’ambiente ospedaliero, e che ne abbia bisogno.



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  • Les 3 Cols

    Ed ecco che con grande piacere, e forse oserei dire anche un po’ di sana emozione, torniamo a scrivere sulle pagine di questo blog.

    Qualche mese di silenzio, ma anche di attesa e pianificazione! Abbiamo atteso la neve, abbiamo lavorato e pensato ai progetti futuri, fino a che il futuro non è diventato presente. 

    Ci ritroviamo a caricare la macchina, con corde, caschetto e imbrago ma questa volta anche con gli sci. Andiamo in Francia, a Chamonix. Marco ha adocchiato un bel giro, una grande classica ma piuttosto lunga, e per questo un po’ meno frequentata. Il percorso si chiama “Les 3 cols”, e ripercorre l’inizio della Haute Route Chamonix-Zermatt.



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  • Monte Rosa con gli sci

    È da circa un mese e mezzo che mi ripeto che questa sarebbe stata l’ultima uscita con gli sci, ma per un motivo o per l’altro non ho ancora rispettato questa promessa. Forse la motivazione principale è che sciare è una mia grande passione, e che le condizioni straordinarie di quest’anno vadano sfruttate fino alla fine. 



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  • Cima Ombrettola con amici

    Un breve scambio di messaggi tra amici, uno sguardo al meteo e ci troviamo ad organizzarci per una pellata nella zona del Passo San Pellegrino. 

    Anche se queste sono le “mie zone” la verità è che non ho fatto molte gite invernali qui ad est, passando solitamente la maggior parte dell’inverno in Piemonte, nelle montagne di Marco.

    La nostra meta di oggi sarà la cima Ombrettola, che raggiungeremo partendo da poco sotto Fuciade e poi scollinando nell’altro versante dopo il passo delle Cirelle.



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  • Tour della guglia di mezzodì

    La settimana scorsa Marco mi chiede: “sei libera nei prossimi giorni? La Gigia mi ha chiesto se facciamo una gita insieme e io gli ho proposto lo Spaccacorna. Se fossi libera, avrebbero piacere che ci fossi anche tu”.

    Dato il periodo con maggior tempo a disposizione sono felice di poter andare a rifare questo bellissimo giro in buona compagnia, che questa volta Marco ha però pianificato con una variante in più!

    Ci troviamo alle 6.30 del mattino a Pian del Colle con Gigia, Franci e Comme. 

    Gigia e Franci sono delle grandi appassionate di sci alpinismo e Comme, parigino momentaneamente trapiantato in alta val Susa per stare con la sua bella Franci, negli ultimi anni ha scoperto il piacere di sciare, proprio grazie a lei.

    La nostra gita però parte subito in salita. In tutti i sensi. Scopriamo che le batterie dell’Artva di Gigia sono a zero, e, dopo aver ribaltato la macchina per trovare delle batterie extra senza successo, decido di fare una corsa a casa (Bardonecchia Oulx – Oulx Bardonecchia) per recuperare delle batterie cariche. Nel frattempo loro partono (tanto la prima parte del percorso si svolge per 500 metri di dislivello in una stradina nel bosco), ed io mi preparo mentalmente a questo vertical in solitaria per raggiungerli il prima possibile!



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